Le mie registrazioni

Gli Organi Storici di San Severo

"Gli Organi storici di San Severo" nasce con l'intento di promuovere due organi antichi locali, sapientemente restaurati dalle mani di Francesco Zanin. Questi due strumenti, collocati rispettivamente nelle chiese del Carmine e a San Lorenzo delle Benedettine, si sono conservati integri nei secoli, restituendoci oggi la possibilità di fare un tuffo nel passato per ammirare la bellezza di tali strumenti.

Gli Organi
La prima parte del disco, si svolge su un organo positivo di Francesco Cimino del 1740. Francesco, figlio di Felice, faceva dunque parte di una illustre famiglia di organari residenti a Giugliano (Napoli) e fortemente condizionati dalla scuola organaria napoletana. Conservato nelle chiesa di San Lorenzo delle Benedettine, è uno strumento di grande pregio, che ricorda la straordinaria vocazione canora delle "Signore Monache" di San Lorenzo e la famosa cappella musicale del monastero, che vanta un importante fondo manoscritto. Originariamente posizionato sul matroneo centrale in corrispondenza dell'altare maggiore, in seguito al recentissimo restauro è stato collocato su una pedana mobile a basamento. Lo strumento è stato restaurato da Francesco Zanin nella parte fonica e da Maria Elena Lozupone nella parte lignea.

La seconda parte del disco, interessa l'organo d'Onofrio della chiesa del Carmine. La storia di quest'organo è sicuramente più articolata in quanto originariamente sostituì un antico organo venduto dalla confraternita a una chiesa di Lucera nel 1838. Un anno prima, infatti, era stato sottoscritto il contratto con il molisano Pasquale d'Onofrio di Caccavone, oggi Poggio Sannita, che si era impegnato a realizzare un nuovo strumento a dieci registri, due uccelliere e due trombe. L'organo fu completato nel 1839. Solo dieci anni dopo però il "novello organo, il quale è abbellito di indoratura e pittura" risulta ultimato in tutte le sue componenti, grazie all'intervento dell'artista napoletano Agostino Manzo

Mainzer Klangfacetten

Il pubblico dei concerti, i partecipanti alla messa e gli organisti ci hanno riferito che sono entusiasti del suono dell'organo dopo il restauro. Il vecchio organo Oberlinger di St. Bonifaz è stato restaurato dalla ditta FREIBURGER ORGELBAU Hartwig e Tilmann Späth. Questo ha avuto un impatto molto positivo sul suono dell'organo, così come sull'esperienza concertistica. Il risultato riuscito del restauro è stato ora documentato in un CD.

Compositori come J. S. Bach, Fr. Couperin, F. Mendelssohn Bartholdy, M. Reger, C. Franck, J. Alain, O. G. Blarr presentano uno spettro che va dal Barocco alla Romantica fino alla Modernità. Le opere sono interpretate da Lukas Adams, che dal 2017 è organista principale a St. Bonifaz, dal professor Martin Lücker di Francoforte, da Giacomo Gabusi e Stefano Perrotta, che sono ben noti al pubblico di Bonifaz grazie alle loro esibizioni nella serie di concerti "mainzer orgel komplett" e sono molto apprezzati.

I CD sono disponibili in cambio di una donazione. L'Associazione degli organisti presenterà il CD "Mainzer Klangfacetten" fino a Natale in tutte le date dei concerti a St. Bonifaz.

Inoltre, il CD può essere ritirato durante gli orari di apertura presso l'ufficio parrocchiale di St. Bonifaz, Bonifaziusplatz 1, 55118 Mainz, o presso la ditta Rocker Service Mainz, Gartenfeldstraße 7, 55118 Mainz, in cambio di una donazione.

Il CD è un bel regalo di Natale!

Sixteen Seasons

Dopo la sua riscoperta nella seconda metà del XX secolo, le Quattro Stagioni di Vivaldi sono diventate talmente popolari da essere diventate una fonte di ispirazione per collezioni simili, che trattano lo stesso tema, utilizzano forze strumentali simili e, spesso, vengono commissionate per essere eseguite insieme all'originale. Pubblicato in occasione del trentesimo anniversario della morte di Astor Piazzolla (4 luglio 1992), Sixteen Seasons riunisce per la prima volta su disco le quattro più famose "Quattro Stagioni": accanto ai concerti italiani di Vivaldi, troviamo anche le Cuatro Estaciones Porteñas di Piazzolla (nella versione di Leonid Desyatnikov, compositore di origine ucraina), le The American Four Seasons di Philip Glass e le "Vivaldi recompositions" del britannico Max Richter. A guidarci attraverso queste stagioni – che si estendono su diversi continenti, climi e stili musicali – è il Concerto Mediterraneo, un ensemble composto da musicisti provenienti da tutta Italia e diretto da Gianna Fratta, mentre l'eclettico Alessandro Quarta condivide il ruolo di violino solista con Dino De Palma. Le note di copertura dello storico Alessandro Vanoli e del meteorologo Luca Mercalli completano un progetto che si propone anche come riflessione sulla profonda relazione tra l'uomo e l'alternarsi delle stagioni, nonché sul ruolo del cambiamento climatico dal tempo di Vivaldi fino ai giorni nostri.